Mauro Vallinotto non sarà mai un semplice fotografo del costume. Nonostante la sua rapidità di furetto non è di quelli che si contentano di un clic: un’occhiata di gusto e basta, quanto basta per fissare quell’effimero di cui un giorno si colorirà un’epoca. Vallinotto ha già dentro il suo mondo, non lo cerca, lo trova. Qualcosa brucia subito in lui lo spettro di superficie delle immagini: ciò che vi è dietro viene di forza fuori. Non sono parole, è la verità. Un museo dovrebbe conservare queste opere documentarie di Vallinotto: ma non un museo d’arte, ma un museo di storia, di storia del presente.